Sgominata la banda dei furti sui camion: 4 arresti sull’A14

25 Febbraio 2015 Nessun commento

Ogni tanto una buona notizia per gli assicuratori nel Ramo trasporti :

 

Operazione della polizia autostradale di Vasto sud

Quattro arresti in flagranza di reato. Li ha eseguiti stanotte la polizia autostradale di Vasto sud, presso la stazione di servizio Sangro Ovest, sgominando così la banda dei furti sui camion: un gruppo di pugliesi che imperversava sul tratto abruzzese dell’autostrada A14 trasportando materiale rubato da mezzi pesanti in sosta sulla A14.

La banda era composta da almeno otto persone. Al momento del blitz degli agenti quattro di loro sono riusciti a fuggire mentre gli altri quattro sono stati arrestati. Recuperati il mezzo pesante e due auto, un’Audi A3 e una Fiat Ulysse, utilizzati per il trasporto della refurtiva.

Secondo una prima ricostruzione, la banda attendeva che gli autisti dei mezzi pesanti si addormentassero, per poi squarciare i teloni dei rimorchi e rubare materiale che veniva passato sui loro mezzi. Una tecnica “collaudata” che aveva permesso alla banda di mettere a segno diversi furti nel tratto A14 compreso tra Abruzzo e Molise.

I quattro uomini, D.M., 37 anni, e A.M., 43, entrambi di Andria, e di D.S., 35 anni, e T.A., 33, di Cerignola, si trovano adesso presso la caserma della polizia autostradale Vasto Sud, in attesa di essere sottoposti a processo per direttissima.

I magistrati nell’udienza hanno convalidato gli arresti effettuati rinviando al prossimo 10 giugno il processo. Nel contempo applicavano a 2 di loro la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel luogo di residenza e per gli altri 2 l’obbligo di presentarsi tutti i giorni, ad un determinato orario, presso i Carabinieri della loro città dove dovranno firmare su un apposito registro.

Questa la ricostruzione dei fatti diffusa dal Compartimento di polizia stradale “Abruzzo”: “L’operazione si è realizzata intorno alle 3 del mattino nell’Area di Servizio autostradale Sangro Ovest dove il personale in servizio aveva individuato fermi un autocarro che risultava già segnalato affiancato da due autovetture ferme con persone a bordo.

Si è pazientemente atteso che la banda entrasse in azione predisponendo nel frattempo un posto di blocco qualche chilometro più avanti, dove è stato possibile bloccare i veicoli con i conducenti che stavano abbandonando il luogo del programmato furto dopo aver avuto la sensazione della presenza del personale in servizio; tuttavia la perpetrazione del reato era già stata avviata a mezzo taglio del telone di un autoarticolato di provenienza ceca carico di pneumatici.

Si è proceduto quindi all’identificazione e al successivo arresto in flagranza di reato di quattro persone: D. S., classe 1980, di Cerignola, alla guida di un autocarro Eurocargo prevedibilmente utilizzato per spostare le refurtive; A. M., classe 1972, di Cerignola, quale passeggero del medesimo veicolo; T. A., classe 1982, di Andria, alla guida di Fiat Ulisse utilizzato dalla banda per il supporto logistico; D. M., classe 1978, di Andria, alla guida di Audi A/3 utilizzata dalla banda per la fuga. Il personale in servizio veniva inoltre impegnato in un breve inseguimento del Fiat Ulisse a bordo del quale si trovavano altre persone in numero di almeno tre che riuscivano a dileguarsi con il favore dell’ora notturna scavalcando la recinzione autostradale. I veicoli utilizzati dal gruppo venivano sottoposti a sequestro e posti a disposizione dell’autorità giudiziaria procedente, Procura della Repubblica di Vasto, nella persona del Sostituto di turno, la dottoressa Enrica Medori”.

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di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

10 anni di Volvo Penta IPS: la “rivoluzione” continua

10 Febbraio 2015 Nessun commento

Non solo un motore, ma un sistema che ha rivoluzionato le modalità di navigazione da diporto e commerciale apportando numerosi vantaggi: riduzione del consumo, migliore comfort di navigazione e manovrabilità dell’imbarcazione. E l’innovazione continua con il joystick e l’Easy Boating.

Lanciato al London Boat Show nel gennaio 2005, ha stupito gli oltre 150.000 visitatori che si aspettavano la consueta selezione di barche, attrezzature e accessori. E si sono, invece, trovati di fronte all’IPS (Inboard Performance System), una rivoluzione storica nel mercato mondiale della navigazione. La più importante caratteristica del Volvo Penta IPS sono le sue eliche rivolte a prua, montate sull’estremità frontale dell’unità di propulsione. A differenza delle eliche convenzionali, quelle dell’IPS sono controrotanti, con effetto traente. In altre parole, tirano la barca anzichè spingerla. La scia è parallela al fondo dell’imbarcazione, facendo sì che tutta la potenza sviluppata possa spingerla in avanti.

Il successo e’ stato immediato: il sistema è stato riconosciuto, dagli addetti ai lavori, come una vera innovazione, il Volvo Penta IPS da subito e’ stato adottato da più di 100 modelli di imbarcazione. Nel corso degli anni ha avuto la sua consacrazione nel mercato infatti e’ diventato ancora più popolare grazie all’aggiunta, nel 2006, del comando e dell’ormeggio con il joystick, seguito da trasmissioni più grandi e dal sistema di posizionamento dinamico (DPS). Nel 2009 erano in funzione 10.000 unità e ad oggi ne sono state vendute oltre 16.000, installate su più di 1.100 modelli di imbarcazione in tutto il mondo.

I vantaggi dell’IPS sulla navigazione Durante i test, il sistema ad alta efficienza si è dimostrato più rapido del 20% rispetto ad una tradizionale installazione in linea d’asse, con una riduzione dei consumi di carburante del 30%, un incremento del 15% nell’accelerazione e una riduzione del 50% nei livelli di rumorosità e vibrazioni, a tutto vantaggio del comfort di viaggio e dell’eccellente manovrabilità.

Inizialmente progettato come prodotto per imbarcazioni da diporto, il Volvo Penta IPS ha immediatamente attirato l’attenzione del settore della nautica commerciale. Anche in ambienti operativi molto critici, infatti, il Volvo Penta IPS ha superato le performance delle installazioni entrobordo standard, offrendo agli operatori un sistema affidabile ad alte prestazioni su tutti i fronti. Le caratteristiche che hanno segnato il successo del Volvo Penta IPS nell’ambito della nautica da diporto hanno dato ottimi risultati anche nel settore della nautica da lavoro e, entro la fine del 2005, fu lanciata la prima trasmissione commerciale.

Il sistema è stato installato con enorme successo su imbarcazioni per windfarm, Barche per la Guadia Costiera, Imbarcazioni per i Piloti e per il trasporto di passeggeri.

10 anni di esperienza

Oggi, il sistema vanta una gamma di 10 modelli, dall’IPS350 all’IPS1200, con tre diverse misure della trasmissione, e disponibile per installazioni doppie, triple o quadruple. Il Volvo Penta IPS è particolarmente idoneo per imbarcazioni sportive, yacht ad alte prestazioni e barche per pesca sportiva da 30 a 100 piedi, nonché imbarcazioni commerciali con una lunghezza massima di 30 metri. Lungi dall’essere un semplice motore, il Volvo Penta IPS è un sistema completo che comprende volante di guida, joystick, comandi, strumentazione, unità di propulsione ed eliche rivolte verso prua.

Dal 2005 Volvo Penta ha sviluppato il concetto Easy Boating: varie caratteristiche intelligenti sono state integrate nel joystick originale, consentendo l’ormeggio in un modo nuovo e completamente intuitivo. Il joystick di ultima generazione presenta pulsanti integrati per modalità Low-speed, Single Lever e Cruise Control, concepite per rendere la navigazione ancora più semplice e divertente. Oltre all’ormeggio e alla navigazione con il joystick, il Volvo Penta IPS è ora disponibile con uno host per altre opzioni di Electronic Vessel Control (EVC), inclusi il pilota automatico, il cruise control e la trasmissione DPS. Inoltre, l’esclusivo sistema Glass Cockpit di Volvo Penta presenta un cruscotto lineare e semplice da usare, che offre una vista d’insieme e un maggior controllo del motore e del sistema di navigazione.

Grazie a un team di esperti in navigazione, ingegneri e architetti navali, il Volvo Penta IPS migliora sempre più. Quando l’IPS venne lanciato per la prima volta nel 2005, nessuno avrebbe potuto prevedere che il settore della navigazione sarebbe cambiato per sempre, semplicemente girando le eliche. Dieci anni dopo, il Volvo Penta IPS è ancora innovativo, e continua a rafforzare la sua già forte posizione sia nel mercato delle imbarcazioni da diporto che in quello commerciale.

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Una particolare forma di assicurazione marittima: la copertura “P & I” (seconda parte)

19 Gennaio 2015 Nessun commento

Abbiamo definito i P & I come enti mutualistici. Orbene per “mutualità” si intende una ripartizione equa e giusta dei rischi e delle passività di ognuno. Al fine di garantire che nessun membro si armatore o un gruppo di membri sovvenzioni ingiustamente altri membri particolari del Club è stato istituito dai gestori un sistema per regolare il contributo (call) di ogni membro. I membri di un Club devono pagare solo fondi sufficienti a pagare le richieste come costi di riassicurazione o l’effettiva gestione e l’amministrazione del Club medesimo.

Anche se il P & I Club non può realizzare un profitto occorre tener conto che questo non può sicuramente andare in perdita e deve sempre raggiungere un equilibrio tra profitti e perdite. Il concetto mutualistico – in base a cui i P&I Clubs non possono produrre utili ma nemmeno perdite – fa sì che, nel caso di un’annualità negativa per sinistrosità, a fine anno venga richiesto un “ Supplementary Call” a tutti gli associati per ripianare la perdita. L’aumentare del rischio di danni catastrofali fa d’altronde sì che la possibilità per i P&I Clubs di continuare a operare – il P&I copre oggi il 95% degli operatori – renda più concreta l’ipotesi di un aumento delle limitazioni di responsabilità a loro carico. Tali limitazioni vantano origini italiane (furono infatti introdotte per la prima volta ad Amalfi nell’XI secolo).

Ogni Club adotta differenti regole e coperture rispetto agli altri unitamente alle garanzie più svariate che includono le ipotesi di responsabilità verso i passeggeri, i lavoratori marittimi ovvero tutte le persone a bordo di una nave terza che subiscono danni o morte per condotta colposa dell’equipaggio della nave coperta dal P & I. Le coperture includono, altresì, le spese sostenute dall’armatore per il salvataggio delle vite umane in mare o rimozione dei relitti, quelle occorrenti in occasione di danni ad infrastrutture portuali causati durante un rimorchio, danni da inquinamento marino dovuto a fuoriuscita di idrocarburi, danni per perdita o deterioramento del carico imbarcato sulla nave, danni da collisione e ogni altra spesa o costo ritenuto meritevole di protezione come ad esempio la quota dovuta a titolo di contribuzione in avaria generale in eccesso a quella corrisposta dall’assicurazione corpo o quella inerente la quota di credito verso soggetti interessati al carico per avaria generale non recuperabile dall’armatore derivante dal suo inadempimento.

Sono, di regola, esclusi da tale copertura gli excepted perils (ossia i rischi di guerra, terrorismo, atti di Dio ecc.) oltre ai danni per radiazioni ionizzanti o contribuzioni nucleari e i rischi collegati al commercio illegale o di materiali pericolosi, perdita del nolo e della nave. Alla luce di quanto finora evidenziato è giocoforza sostenere che la protezione offerta dal P & I presuppone la sussistenza di una polizza corpi, cui si affianca, a tutela dell’armatore in tutte le ipotesi di danni e responsabilità da essa non coperti. Appare opportuno osservare che le polizze emesse dai P&I possono a prima vista essere caratterizzate dall’assenza del limite assicurato nelle polizze tradizionali ma è proprio tale particolarità che impone ai Clubs di stipulare obbligatoriamente, a garanzia del proprio operato, contratti di riassicurazione onde evitare ingenti pregiudizi patrimoniali a fronte dei sostanziosi investimenti derivanti dalla copertura del rischio assicurato.

Alfonso Mignone

Fonte

http://www.contenutigiuridici.it/